domenica 13 novembre 2016

DRY LAB DOTT GRILLO

Dry lab

     

Piano Formativo Aziendale Anno 2016
7 Novembre 2016, 8:00-14:00
A.O.R.N. “A Cardarelli”
TRAINING FOR BASIC ASSESSMENT
IN SURGERY CURRICULA

Presidente del Corso: Dott. Maurizio De Palma
Responsabili scientifici: Dott. Maurizio Grillo
    Dott.ssa Maria Grazia Esposito
Dott. Luciano Vicenzo


PRESENTAZIONE DEL CORSO
In Sanità assume importanza sempre maggiore il miglioramento dell’Health Care perfezionando la pratica professionale in termini di obiettivi e mantenimento degli stessi nel tempo. La necessità di un adeguato assessment del Curriculum Chirurgico si rende necessario per il miglioramento dello stesso.
Ricopre un ruolo sempre più centrale sia nei processi manageriali che in quelli tecnici, soprattutto per quel che riguarda la soddisfazione degli utenti e la loro percezione della qualità dei servizi e delle prestazioni degli operatori della Sanità. Il percorso formativo proposto vuole sensibilizzare i professionisti sui temi della necessità di esercizio ed approfondimento durante il training chirurgico con Based and Advanced skills, allo scopo di sviluppare comportamenti efficaci nella relazione col malato, la sua famiglia e tra l’èquipe di lavoro.
OBIETTIVI
Obiettivo generale è la promozione di una cultura della condivisione attraverso:
- strategie gestionali, organizzative e di sicurezza al fine di un’ottimizzazione dell’atto chirurgico;
- programmi di formazione continua per il miglioramento delle attitudini dei singoli operatori in chirurgia;
- promozione di una formazione finalizzata all’implementazione di un’etica per la riduzione del rischio clinico e quindi al miglioramento dell’Health Care.
PROGRAMMA DETTAGLIATO
8.00-8:15 Saluti Istituzionali e presentazione del corso M. De Palma
8:15-8:30 Introduzione al corso: obiettivi e metodologia M.G. Esposito e M.Grillo

I SESSIONE: Orientamento Spaziale
8:30-10:00 Traslocazione di oggetti su superfici diverse e diverse altezze con ottica zero gradi M.G. Esposito, M. Grillo e L. Vicenzo
10:00-11:00 Passaggio tra anelli (filo, semi rigido e morbido con ottica a 30 gradi  M.G. Esposito, M. Grillo e L. Vicenzo

II SESSIONE: Tecniche di annodamento e handling ago
11:00-12:00 Annodamento su anelli M.G. Esposito, M. Grillo e L. Vicenzo
12:00-13:30 Passaggio ago e annodamento su spugne di diversa altezza M.G. Esposito, M. Grillo e L. Vicenzo
13.30-14.00 Verifica dell’apprendimento e gradimento evento con Compilazione dei questionari
Ritiro attestati

FACULTY
Dott. Maurizio De Palma - Direttore Dipartimento Chirurgico Generale e Specialistico e Direttore Unità Operativa Complessa Chirurgia 2, AORN “a. Cardarelli”
Dott.ssa Maria Grazia Esposito - Dirigente Medico Chirurgia, UOC Chirurgia Generale e laparoscopica Avanzata Ospedale Evangelico Villa Betania
Dott. Maurizio Grillo - Dirigente medico di Chirurgia Generale, ’U.O. di Chirurgia d’Urgenza, AORN “A. Cardarelli”
Dott. Luciano Vicenzo - Dirigente Medico di Chirurgia Generale, U.O.C. di Chirurgia Generale 3 ad indirizzo Gastroenterologico, A.O.R.N. “A. Cardarelli” di Napoli.

domenica 13 gennaio 2013

CIMO Cardarelli Napoli: il sindacato che vorrei....

Cari amici,
da qualche mese ho intrapreso con altri colleghi medici che lavorano in trincea un'attività sindacale con la CIMO nel Cardarelli di Napoli.
L'entusiasmo è grande in quanto, finalmente, abbiamo deciso di non farci mediare da altri e di prendere parte attiva alla discussione sui percorsi organizzativi aziendali che si riflettono sulla nostra vita quotidiana.
Il sindacato che abbiamo in mente è fatto di unione, collaborazione e trasparenza assoluta...abbiamo infatti deciso di partecipare almeno in 3 a qualsiasi riunione o decisione da prendere.
Quello che immaginiamo è di poter divulgare le attività quotidiane che svolge un sindacato di un'azienda sanitaria attraverso comunicati real time su twitter, facebook ed email rivolti a tutti, anche ai non iscritti.
Sicuramente dobbiamo affrontare una lunga strada insieme, ma la nostra forza sarà il fatto che non siamo professionisti del sindacato, ma solo dei medici che lavorano in posti di grande impatto psico-fisico e che quindi vogliono migliorare i percorsi diagnostici terapeutici.
Tutto ciò comporterà un grande sacrificio di tempo da sottrarre alle nostre famiglie ed ai nostri altri interessi personali, ma siamo sicuri che è arrivata l'ora di dire basta a chi propone e gestisce i modelli organizzativi nel chiuso delle proprie stanze di potere.
Il sindacato che vogliamo non dovrà avere alcun potere nella risoluzione dei problemi del singolo, ma dovrà agire unicamente nell'interesse di tutti e soprattutto di coloro i quali lavorano nelle aree di emergenza e subiscono delle inveterate ingiustizie.
Il nostro gruppo è costituito da molti colleghi, che ci hanno subito accordato il loro consenso, anche perchè con le nostre storie personali dimostriamo sincerità e dedizione al lavoro. Noi abbiamo deciso di mettere la faccia e le idee. Non siamo acquistabili nè ricattabili perchè siamo un gruppo di persone che hanno scelto di prendere parte attiva alla vita amministrativa della propria azienda.
Un abbraccio....

martedì 25 ottobre 2011

Il referto medico

Il referto è l'atto col quale l'esercente una professione sanitaria riferisce all'autorità giudiziaria di avere prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto perseguibile d'ufficio.

Il rapporto è l'atto col quale il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio denuncia all'autorità giudiziaria un reato (delitto o contravvenzione) perseguibile d'ufficio, di cui abbia avuto notizia nell'esercizio o a causa delle sue funzioni o del servizio.

Riguarda specificamente il medico libero professionista, mentre al rapporto sono tenuti tutti i sanitari con qualifica di pubblici ufficiali o incaricati di un pubblico servizio; oggetto del referto sono gli interventi professionali relativi a delitti perseguibili d'ufficio, mentre il rapporto è obbligatorio per tutti i reati, siano essi delitti o contravvenzioni, perseguibili d'ufficio; il referto prevede l'esimente speciale della esposizione a procedimento penale della persona assistita, non contemplata per il rapporto; il rapporto è atto che fa fede sino a prova contraria, mentre il referto è atto di natura puramente informativa.

L’art.365 cp («Obbligo di referto ») testualmente recita:
«Chiunque,avendo nell’esercizio di una professione sanitaria prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto per il quale si debba procedere d ’ufficio,omette o ritarda di riferirne all’Autorità indicata nell’art.361,è punito con la multa fino a L.1.000.000.Questa disposizione non si applica quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale ».
Come abbastanza facilmente si evince dai contenuti della norma, è tenuto all’obbligo di referto il medico che nell’esercizio della propria attività ponga in essere un intervento di tipo tecnico su un soggetto che necessita di cure.
Molto si è discusso sulle nozioni di assistenza od opera ,volute dal Legislatore per distinguere fattispecie diverse d ’intervento.
Le interpretazioni dottrinarie che sono state date propongono ora una distinzione cronologica,dovendosi intendere per assistenza una prestazione sanitaria continuativa e per opera una prestazione occasionale,ora differenze qualitative,indicando con assistenza un intervento effettuato su soggetto vivente, e con opera una qualsiasi attività,in genere di tipo ricognitivo,su un soggetto deceduto.
In senso pragmatico, può ritenersi operante l’obbligo del referto quando in modo continuativo od occasionale,su un soggetto vivente o deceduto, il medico esplichi qualunque attività che specificamente inerisca la sua qualifica professionale. È certo,perché chiaramente emergente dall’enunciato normativo,che l’intervento sanitario deve avere carattere attivo,non rilevando la semplice conoscenza diretta o indiretta del fatto.
Il sospetto di ipotesi delittuose deve scaturire non solo e non necessariamente dalle caratteristiche delle lesioni,posto che le conseguenze di un evento traumatico accidentale possono essere del tutto analoghe da quelle cagionate da fatti di natura dolosa o colposa,ma da una più complessiva analisi delle circostanze del fatto quale può essere effettuata attraverso l’anamnesi della persona lesa e le dichiarazioni di eventuali testimoni o di chi ha richiesto l’intervento del medico .
Requisito fondamentale per la refertazione dell’ipotizzato evento delittuoso è la sua procedibilità d ’ufficio,sicché l’osservanza della norma implica alcune cognizioni di carattere giuridico. Sinteticamente,e per quanto più di frequente pertinenti all’attività del medico,si ricordano,come procedibili d ’ufficio:
-i delitti contro la vita : omicidio volontario (art.575 cp),omicidio præterintenzionale (art.584 cp), omicidio colposo (art.589 cp),omicidio del consenziente (art.579 cp),morte come conseguenza di altro delitto (art.586 cp),istigazione ed aiuto al suicidio (art.580 cp),infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale (art.578 cp,con esclusione di alcune specifiche previsioni);
–i delitti contro l’incolumità individuale : lesioni personali volontarie,da cui sia derivata una malattia di durata superiore a 20 gg.(art.582 cp);lesioni personali volontarie aggravate,secondo le previsioni degli artt.583-585 cp),lesioni personali colpose aggravate,solo se commesse con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale (art.590 cp);
 –i delitti contro la libertà personale : sequestro di persona (art.605 cp),violenza sessuale di gruppo (art.609-octies cp,nelle specifiche previsioni dell’art.609-septies );
 –i delitti contro la pietà verso i defunti : vilipendio di cadavere (art.410cp),distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere (art.411 cp),occultamento di cadavere (art.412 cp), uso illegittimo di cadavere (art.413 cp);
 –l’interruzione di gravidanza effettuata in violazione della Legge 22 maggio 1978,n.194, o di specifiche previsioni in essa contenute.
La sanzione prevista per l’omissione del referto non si applica nei casi in cui il referto esponga la persona assistita a procedimento penale.
Questa disposizione,che di fatto esenta il medico dall’obbligo del referto nello specifico caso pur ricorrendone i presupposti generali,ha la chiara finalità di tutelare il diritto alla salute del cittadino anche quando abbia commesso un reato,e al tempo stesso riconosce alla potestà di cura del medico un valore prioritario rispetto al dovere di collaborazione con l’amministrazione della giustizia.
I contenuti del referto,le modalità e i tempi di trasmissione all’Autorità Giudiziaria sono analiticamente elencati all’art.334 cpp («Chi ha l’obbligo del referto deve presentarlo entro 48 ore o, se vi è pericolo nel ritardo,immediatamente al Procuratore della Repubblica,al Pretore o a qualsiasi ufficiale di polizia Giudiziaria del luogo in cui ha prestato la propria opera o assistenza, o ,in loro mancanza, all’Ufficiale di Polizia Giudiziaria più vicino.
Il referto indica la persona o le persone che hanno determinato l’intervento del referente,il luogo,il tempo e le altre circostanze dell’intervento,il luogo in cui attualmente trovasi l’offeso,e,se è possibile,le generalità di questo o di quant ’altro valga a identificarlo:dà inoltre tutte le notizie che servono a stabilire le circostanze, le cause del delitto, i mezzi con i quali fu commesso, gli effetti che ha cagionato o può cagionare.
Qualora più persone abbiano prestato la loro opera o assistenza nella medesima occasione,sono tutte parimenti obbligate a presentare il referto,che può farsi con atti separati ovvero con unico atto da tutti sottoscritto, senza che l’omissione del referto da parte di taluni degli obbligati possa in alcun caso ritardare l’azione dell’Autorità Giudiziaria

martedì 4 ottobre 2011

Qualità di vita dopo chirurgia dell'obesità

Questionario Baros
Rappresentazione grafica, facilmente comprensibile e compilabile, di un questionario sulla qualità della vita dopo chirurgia bariatrica. Ad ognuna delle situazioni descritte può essere assegnato il relativo punteggio. Nel sistema BAROS questo punteggio viene sommato a quelli relativi al secondo parametro di valutazione, perdita di peso espressa in EW%L, ed al terzo, miglioramento o meno delle comorbilità.
In questo sistema vengono, inoltre, presi in considerazione le complicanze ed i reinterventi. Sommando tutti i punteggi illustrati si ottiene uno score finale di valutazione globale del risultato: fallimento 1; discreto da 1 a 3; buono da 3 a 5; molto buono da 5 a 7 ed eccellente da 7 a 9.

Comportamenti alimentari nel paziente obeso


1. Sindrome da alimentazione notturna o Night eating syndrome (NES)
2. Disturbo da alimentazione incontrollata o Binge eating disorder (BED) abbuffata
3.  Stili alimentari atipici: non sono vere psicopatologie , ma cmq portano all’obesità, si classificano in:
                a. grazing, snacking o nibbling o grignottage: piluccare o mangiucchiare di continuo
                b. iperfagia prandiale o mangiate eccessive (amanti della tavola): si differenziano dal binge per il fatto di non perdere il controllo, il fenomeno può essere prandiale o extraprandiale, proposta di terapia cognitivo comportamentale
                c. salto dei pasti
                d. craving: bramosie per il cibo, compreso anche il sweet eater o carbohydrate craving
                e. emozional eating: mangiare per placare le emozioni